Lingua cinese al liceo. Successo di iscritti al Matilde Serao di Pomigliano

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Pomigliano d’Arco –  Al Matilde Serao da quest’anno si parla cinese. È attivo infatti, da pochi giorni, un corso del liceo linguistico dove si insegna la lingua e la cultura cinese a partire dal primo anno della scuola superiore. I 27 alunni della sezione H-L (dove L sta per Linguistico) svolgeranno 3 ore settimanali di lingua cinese, avvalendosi anche del supporto di un insegnante madrelingua.
“L’idea di introdurre l’insegnamento della lingua cinese nella nostra scuola – racconta Liana Guadagni, responsabile della funzione strumentale di orientamento universitario e occupazione – è vecchia di alcuni anni, perché da tempo ci eravamo resi conto che la conoscenza della lingua cinese è molto richiesta in diversi settori occupazionali. Iniziare già al liceo lo studio del cinese è tutto a vantaggio degli studenti, che avranno una possibilità in più di inserirsi nel mercato del lavoro, o un grande vantaggio se decideranno di continuare a studiarlo all’università”.
L’istituto dedicato alla fondatrice de “Il Mattino” è la scuola superiore più antica della città e si trova a due passi da Piazza Giovanni Leone, l’ex Piazza Primavera, e dal municipio. Oggi è la prima scuola superiore del territorio ad inserire questo insegnamento direttamente nell’offerta formativa.
“Stiamo lavorando anche ad un corso pomeridiano di cinese aperto ad adulti e studenti – continua la prof. Guadagni – così da aprire la scuola alla città”.
“Chi non lavora all’interno della scuola – racconta la preside dell’istituto Matilde Serao, Marianna Esposito – pensa che per la lingua cinese ci sia un trattamento diverso da parte delle istituzioni scolastiche. In realtà l’insegnamento di questa lingua, come altre poco studiate in Italia come il russo e l’arabo, è già previsto da alcuni anni e, per gli insegnanti, esiste una particolare classe di concorso, con le relative graduatorie. La nostra scuola si è limitata a fare richiesta al ministero di inserire l’insegnamento della lingua cinese nella propria offerta formativa e, una volta avuto l’ok, ha selezionato un professore, come per qualsiasi altra disciplina. Presto avremo a disposizione anche un’insegnante di cinese madrelingua, selezionata con le stesse modalità”.
“Oggi l’autonomia scolastica permette grandi possibilità didattiche, – precisa la prof. Esposito – possiamo ampliare l’offerta formativa e portare avanti progetti avveniristici. Ma parallelamente abbiamo enormi difficoltà ad avere nuove aule, banchi, sedie e lavagne. Su questo pesa anche la Provincia di Napoli che, da quando è in atto il passaggio verso la città metropolitana, è molto carente per quanto riguarda lo stanziamento di fondi per arredi e istituti scolastici”.

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