Legge Urbanistica Regionale, il sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito: “L’ennesimo sgarbo ai Comuni Vesuviani”

Il sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito, da anni impegnato nella battaglia volta ad ottenere ristori per i Comuni del Vesuviano sottoposti ai vincoli della “zona rossa” per il rischio Vesuvio, ha affidato ad un video diffuso sulle sue pagine social il commento sulla legge regionale 13 del 10 agosto 2022 sulle semplificazioni in materia di edilizia. “Non nego sia una buona legge – dice Esposito – perché prevede una serie di semplificazioni e di premialità per gli interventi di riqualificazione edilizia e di rigenerazione urbana ma il problema è sempre lo stesso: non sono applicabili ai comuni della zona rossa. Qui non abbiamo mai voluto cementificare, condanniamo le speculazioni edilizie, noi stiamo parlando di vivibilità, di sopravvivenza per chi in questo territorio ci vuole vivere e restare”.

In pratica, dall’entrata in vigore della legge 13, nulla è stato di fatto previsto in materia di pianificazione e governo del territorio per i comuni della zona rossa (istituita con la legge regionale n. 21 del 10 dicembre 2003).
“La legge 13 – continua il sindaco – per gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici a destinazione residenziale, prevede (se si effettuano interventi di efficientamento energetico, adeguamento sismico o ambientale), aumenti volumetrici fino al 35%. Nulla di nuovo giacché non si fa altro che spalmare a livello regionale ciò che il piano casa prevedeva per i singoli comuni. Non ci si aspettava che tutto ciò valesse anche per i comuni della zona rossa, sappiamo bene che dall’entrata in vigore della legge 21 non è più possibile la realizzazione di nuovi volumi a destinazione residenziale. Per noi, per i comuni della zona rossa, non valgono nemmeno gli aumenti volumetrici fino al 50% per gli interventi di delocalizzazione degli immobili a rischio frana e idrogeologico, non è applicabile perché noi possiamo effettuare questa operazione solo a parità di volume. Non vale per i comuni vesuviani inseriti nella zona rossa nemmeno l’art.2 comma 6 della nuova legge: il riuso dei sottotetti per finalità abitative. Ad oggi, nei nostri territori, occorre l’autorizzazione paesaggistica anche per una semplice recinzione, anche per i pannelli solari!”.
Fatto forse ancor più serio e che crea disagi a tutti i cittadini è che da questa legge ASSOLUTAMENTE NULLA è emerso a chiarimento delle discrasie con il Ministero dei Beni Culturali in materia di CONDONI 47/85 e 724/94. “Ogni giorno gli uffici tecnici comunali si trovano a scontrarsi contro la rigida visione di taluni funzionari della Soprintendenza che talvolta entrano immotivatamente nel merito anche di questioni urbanistiche, rallentando ancor più il processo di rilascio delle concessioni in sanatoria che i cittadini aspettano da oltre 30 ANNI. la tanto decantata nuova legge urbanistica promessa dal governatore De Luca fin dal primo mandato si racchiude in otto articoli dai quali la pianificazione della zona rossa è completamente esclusa. Dopo il danno, la beffa giacché anche la legge 21 non è mai stata applicata compiutamente e i nostri comuni non hanno mai ricevuto ristori. Solo vincoli. Tutto ciò non è più accettabile” – commenta il sindaco Esposito.
I sindaci della zona rossa si attendevano quanto meno una spinta dell’edilizia extraresidenziale a beneficio delle numerose attività produttive, commerciali, turistico ricettive. “Ma soprattutto il potenziamento del sistema infrastrutturale, la realizzazione delle famose vie di fuga tanto decantate dal piano strategico della Legge 21 ma ad oggi mai finanziate e naturalmente mai attuate”.
Il sindaco Esposito, nel video messaggio pubblicato sui social ha ribadito come tutti i territori della zona rossa si sarebbero quanto meno aspettati che le innovazioni previste dalla legge 13 coinvolgessero anche questi territori a lungo mortificati.
“Sarebbe opportuno – spiega Esposito – estendere le premialità volumetriche per demolizioni e ricostruzioni anche alle destinazioni d’uso extraresidenziali, produttive, commerciali, turistico – ricettive, ed è assurdo che la legge non lo preveda. Come sarebbe opportuno estendere le premialità volumetriche legate alle operazioni di delocalizzazione degli immobili in aree ad alto rischio idrogeologico a tutte le destinazioni extraresidenziali e, non ultimo, incentivare il recupero e il riuso per finalità abitative dei sottotetti anche per le attività turistico ricettive nelle aree dove insistono grandi attrattori come ad esempio, per parlare solo di Sant’Anastasia, il nostro Santuario della Madonna dell’Arco”.

 

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