LA MORTE DEL BOSS – A Ottaviano affissi i manifesti funebri della famiglia, stamattina l’autopsia, i funerali in forma privata e “A causa emergenza covid, si dispensa dalle visite”. Col boss muoiono i misteri di un’Italia malata

Ottaviano – Quasi nessuno sapeva che il super boss della nuova camorra organizzata Raffaele Cutolo avesse un soprannome diverso d quello affibbiatogli dentro e fuori le carceri di mezza Italia. Nella città Natale, Ottaviano, infatti, chi l’ha conosciuto ragazzino sapeva. Che ‘o prufessore lo chiamavano in verità ‘e Monache, perché da piccolo faceva il chierichetto e pare volesse farsi addirittura prete. Sono ancora incerte le modalità e i tempi della sepoltura di Raffaele Cutolo, il boss della nuova camorra organizzata morto lo scorso 17 febbraio a Parma, dove era detenuto in regime di 41 bis. Ed oggi ad Ottaviano, terra natale del “professore”, è stato affisso, nei pressi del cimitero che dovrebbe ospitare le spoglie, un manifesto funebre che ne annuncia la morte con la dispensa dalle visite, “a causa dell’emergenza covid”. “Serenamente si è spento, all’età di 79 anni, la cara esistenza di Raffaele Cutolo, detto ‘e Monache – si legge sul manifesto funerario – ne danno il triste annuncio la moglie Immacolata Iacone, la figlia Denyse Cutolo, il fratello Pasquale, la sorella Rosetta, nipoti e parenti tutti.

A causa dell’emergenza covid, si dispensa dalle visite”. Nel frattempo il questore di Napoli Alessandro Giuliano ha firmato il divieto dei funerali in forma pubblica e solenne per  il boss morto mercoledì sera in ospedale a Parma, dove era detenuto un regime di carcere duro. Oggi, sabato 20 febbraio, sarà eseguita l’autopsia, poi la salma sarà trasferita ad Ottaviano, città natale del padrino. I tempi dipenderanno dal disbrigo delle pratiche burocratiche. Le esequie potranno svolgersi solo in forma privata all’interno del cimitero con la partecipazione dei congiunti più stretti e senza corteo. L’amministrazione comunale potrebbe poi disporre ulteriori misure per evitare eventuali assembramenti all’esterno della struttura.

I SEGRETI DEL BOSS E IL CASO CIRO CIRILLO

«Siamo col prefetto di Napoli, dalla parte delle istituzioni. Non siamo giudici e non vogliamo esserlo. Con tutto il rispetto per la vita e per la morte, si sta parlando pur sempre di un delinquente.

Qualsiasi decisione prenderà sui funerali di Raffaele Cutolo, il prefetto avrà le sue ragioni. Abbiamo piena fiducia e deciderà sicuramente al meglio», ha detto referente regionale di Libera contro le Mafie in Campania, in Fabio Giuliani, a Inews24. Nel frattempo, a Ottaviano, è stato affisso nei pressi del cimitero il manifesto funebre della famiglia che annuncia la morte con la dispensa dalle visite, “a causa dell’emergenza Covid”.

“Serenamente – si legge sul manifesto – si è spento, all’età di 79 anni, la cara esistenza di Raffaele Cutolo, detto ‘e Monache. Ne danno il triste annuncio la moglie Immacolata Iacone, la figlia Denyse, il fratello Pasquale, la sorella Rosetta, nipoti e parenti tutti”.

DENYSE E L’AMORE DI UNA FIGLIA DA DIETRO UN VETRO

Il divieto del questore Giuliano alla celebrazione di funerali pubblici, scontato sia per la prassi sia per lo spessore criminale di Cutolo, è stato criticato da Rita Bernardini, storica leader dei Radicali. “La Camorra che esiste oggi – ha detto all’Adnkronos –  credo abbia poco a che vedere con quella di Cutolo: ci sono state molte divisioni anche nelle famiglie. Non conosco le valutazioni fatte dal questore di Napoli, certo è che a tutti dovrebbe essere consentito, nel momento della morte, di poter celebrare il momento di dolore senza costrizioni e ostruzionismi”. Il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha pubblicato un post sul proprio profilo e sulla propria pagina facebook. Di seguito il testo:“Come sindaco di Ottaviano devo ricordare quali e quante ombre proiettò sulla storia della nostra città la storia di Raffaele Cutolo: la storia vera, e la storia dipinta con i colori del cinema. Devo ricordare i segni terribili della morte, e il coraggio luminoso di chi credeva nei valori della legge fino al sacrificio della sua vita. Come sindaco di Ottaviano, devo dire con orgoglio che la nostra città ha saputo riconquistare il pieno controllo del proprio destino, ed è riuscita a riannodare il presente ai valori e alle tradizioni del suo glorioso passato. Raffaele Cutolo ora sta davanti al tribunale della Giustizia Divina, il “luogo” dell’eterno silenzio. A noi resta il compito di non dimenticare, di approfondire, di far sì che certi capitoli della storia siano conclusi per sempre”.”Non so proprio cosa vogliano ancora da Cutolo – ha aggiunto Bernardini – ormai è morto. Quando finisce la pena per i familiari? C’è il fine pena mai? Alcuni hanno la convinzione che i mafiosi riescano a trasmettere messaggi anche in punto di morte. Un approccio quasi di superstizione, più che logico e razionale”.

I commenti sono chiusi, ma trackbacks e i pingback sono aperti.