Inchiesta su ristorazione e riciclaggio: scarcerato l’imprenditore Marco Iorio

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NAPOLI – Dopo due anni e 8 mesi di carcere, Marco Iorio, l’imprenditore ritenuto promotore di un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di soldi della camorra nel settore della ristorazione, ha ottenuto gli arresti domiciliari.
La decisione è stata presa oggi dal Tribunale del Riesame, che ha accolto la richiesta della difesa rappresentata dagli avvocati Sergio Cola e Andrea Imperato. Ai domiciliari anche Salvatore Potenza (difeso dal penalista Marco Campora).
Iorio lascia il carcere di Bellizzi Irpino e fa ritorno a casa dopo un anno e mezzo di detenzione: fu arrestato agli inizi di luglio del 2011, al rientro dagli Stati Uniti dove si trovava in compagnia del calciatore Fabio Cannavaro del quale è amico. Il processo in cui Iorio è imputato assieme ai fratelli e all’ex capo della Squadra mobile della Questura di Napoli Vittorio Pisani è in corso davanti alla VII sezione del Tribunale. Marco Iorio è accusatodi aver creato un impero riciclando denaro della camorra, in particolare dell’ex capoclan di Miano Salvatore Lo Russo e della famiglia Potenza di Santa Lucia, arricchitasi prima con il contrabbando di sigarette e poi con l’usura. Queste le accuse che i pm Sergio Amato ed Enrica Parascandolo rivolgono a Marco Iorio e ai fratelli Massimiliano e Carmine, quest’ultimo scarcerato nelle scorse settimane dopo 15 mesi trascorsi in carcere. Ieri gli arresti domiciliari. Per il Tribunale si sono attenuate le esigenze cautelari. Il blitz della Dia scattò il 30 giugno del 2011, con il sequestro dei ristoranti che la famiglia Iorio possiede in mezza Italia. A Marco l’ordinanza di custodia cautelare del gip Maria Vittoria Foschini fu notificata al rientro da un viaggio negli States.

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