In cammino verso la Madonna dell’Arco


SANT’ANASTASIA Il Lunedì in Albis di ogni anno una schiera infinita di devoti si reca in pellegrinaggio al Santuario della Madonna dell’Arco, uno dei cuori della religiosità popolare campana. Sono i “fujenti”, detti anche “battenti”, i devoti della Vergine dal volto ferito da un atto sacrilego nel lontano 1450.
I frati domenicani custodi dell’antico santuario e convento annesso, lungo i secoli hanno educato questo pellegrinaggio marcando la dimensione penitenziale. Il pellegrinaggio si configura come un “cammino di conversione”: camminando verso il santuario, il pellegrino compie un percorso che va dalla presa di coscienza del proprio peccato e dei legami che lo vincolano a cose effimere e inutili al raggiungimento della libertà interiore e alla comprensione del significato profondo della vita. Per molti fedeli la visita al santuario deve costituire un’occasione propizia per accostarsi ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia. Quando il pellegrinaggio è compiuto in modo genuino, il fedele ritorna dal santuario con il proposito di “cambiare vita”, di orientarla più decisamente verso Dio. Anche quest’anno i Grandi Lunedì dedicati alla Madonna dell’Arco sono stati caratterizzati da una piena partecipazione di fede, di preghiera e di supplica da parte di centinaia di persone che hanno chiesto le grazie necessarie alla Vergine Maria, la donna ricca di ogni grazia e speranza. Come nuovo Rettore del Santuario mi rivolgo a tutti i membri delle Associazioni e ai devoti che ormai sono prossimi a incamminarsi verso Madonna dell’Arco: facciamo insieme un atto di umiltà e di vera devozione, partecipando con fede, preghiera, serietà e rispetto anche alle disposizioni dettate dal santuario, tra cui il divieto di manifestazioni chiassose, la proibizione di carri allegorici recanti cantanti o altoparlanti che trasmettono musiche profane, dei quadri pittorici che non hanno nulla a che fare con la devozione alla Madonna dell’Arco, delle statue e dei quadri della Vergine che creano confusione tra la natura del pellegrinaggio. È chiaro che non è consentito essere accompagnati da bande musicali e toselli ingombranti che ritardano e ostacolano l’ingresso al santuario. Ci si reca in santuario senza perdere tempo a partecipare con funzioni, esibizioni e cose varie dimenticando che la Madonna ci aspetta. Per questo motivo che da quest’anno ci si deve attenere agli orari del santuario, ossia l’apertura della chiesa alle ore 04.00 e la chiusura prima di mezzanotte. Solo se camminiamo insieme nella fede, il nostro pellegrinaggio avrà un senso vero e sincero di amore alla Mamma dell’Arco. Il mio augurio di Pasqua per tutti voi è che i nostri cuori possano essere pronti ad accogliere la Luce del Risorto. Per riuscirci è necessario amarci. Se noi collaboriamo, ci amiamo e instauriamo rapporti sinceri, permettiamo alla luce di Cristo di entrare e unirci all’amore del Padre. Buon pellegrinaggio.
di Licciardello fr. Rosario Carlo OP

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