Il presidio contro l’isola ecologica a Sant’Anastasia finisce in scontro. E’ bufera politica in città

SANT’ANASTASIA – È pesante il bilancio degli scontri davanti alla scuola Elsa Morante a Sant’Anastasia: 11 contusi, sei manifestanti e 5 esponenti delle forze dell’ordine, otto denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, tre persone in ospedale e alcune donne colte da malore. Perché a resistere alle tre cariche dell’antisommossa, davanti al presidio permanente messo su per protestare contro l’isola ecologia anastasiana al Parco San Paolo, c’erano prevalentemente anziani e giovanissimi. «Una cosa del genere qui non s’era mai vista!» urlano i tanti ultra sessantenni presenti.
La prima carica intorno alle 14, poi altre due finché la folla non è stata costretta a disperdersi, troppo il divario tra forze dell’ordine, che hanno impiegato un gran numero di uomini e mezzi, tra carabinieri in assetto antisommossa, polizia, vigili urbani e vigili del fuoco. Sul posto anche un’ambulanza per soccorrere eventuali feriti e un bulldozer che alla fine ha preso possesso dell’area. Oltre in viottolo dietro la tenda, allestita dagli occupanti, una gazzella della polizia pronta ad identificare eventuali manifestanti in fuga. «Ma noi non siamo qui per fermare nessuno» riferiscono gli agenti. Ore di tensione, che poi sono continuate quando il corteo si è spostato fuori Palazzo Siano intorno alle 18, dove si stava svolgendo il Consiglio Comunale. «Ci sono state date garanzie solo a voce, per la salute nostra e dei nostri studenti. – ci dice Giovanni Leone, uno degli professori della scuola – L’Asl non si è ancora espressa, quindi non sappiamo se questo impianto è nocivo a così poca distanza. Quest’anno abbiamo perso molti iscritti e sarà anche peggio l’anno prossimo». «Il compito di un sindaco dovrebbe essere mediare con il popolo, non chiedere sgomberi. – commenta il  capogruppo del Pd Giovanni Barone, presente durante le proteste – Faccio politica da quando avevo 16 anni in questo territorio, oggi ne ho 63 e non ricordo uno scontro tanto violento». «Ci trattano come criminali solo perché non vogliamo un’isola ecologica sotto casa, – dice amareggiato Francesco, è minorenne ed era tra la folla quando  hanno caricato. Ha la faccia pulita e indossa una maglietta di quelle che si utilizzano per il calcetto. «Stasera torneremo, quando andranno via, e monteremo di nuovo la tenda» si sente dire da più fronti tra la folla. C’erano molti bambini e tante donne che urlavano, alcune piangevano. Il coro che più ricorre è «Vergogna!».
Daniele De Somma
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