Il Movimento Cittadini per il Parco fa i conti in tasca al Parco Nazionale del Vesuvio

giovanni marinoRiceviamo e pubblichiamo una riflessione di Giovanni Marino (Cittadini per il Parco) sui costi del Parco Nazionale del Vesuvio.

Nei giorni scorsi abbiamo reso pubblica la relazione della Corte dei Conti sull’esercizio finanziario 2011 dell’ente Parco nazionale del Vesuvio.
Letta la relazione, premesso che non sono particolarmente esperto di bilanci pubblici, vi sottopongo alcune, parziali, considerazioni:

1) L’ente Parco ha accumulato negli anni un consistente attivo di cassa, segno evidente di una incapacità di spesa che non può che essere ricondotta alla limitatezza dell’organico (15 unità) e, sopratutto, alla mancanza in organico di determinate figure professionali

2) Notevolissimo è anche l’ammontare dei residui attivi e passivi (crediti non riscossi e debiti non pagati) che testimoniano anch’essi una difficoltà di gestione amministrativa

3) La principale voce di entrata è costituita da “entrate derivanti dalla erogazione di servizi connessi alla gestione della Riserva Tirone Alto Vesuvio”, pari a euro 3.000.003 nell’esercizio finanziario 2011, in altre parole l’incasso derivante dal pagamento del biglietto per l’accesso al sentiero che conduce al Gran Cono cui va sottratto il costo del servizio di accompagnamento (obbligatorio) delle guide vulcanologiche e il costo di gestione del servizio di biglietteria in appalto a ditta esterna. E quale è la differenza tra questa entrata e queste uscite?

4) Quale sia esattamente la differenza non ci è dato sapere in quanto il dato delle “spese per attività istituzionali” che ammontano a
euro 2.793. 636 nel medesimo esercizio è un dato spurio comprensivo di spese per attività divulgative, ecc. e spese per la gestione dei servizi di biglietteria e accompagnamento dei turisti da parte delle guide alpine (il maggior importo)

5) La relazione della Corte dei Conti è infatti stranamente generica nella rendicontazione analitica della principale voce di spesa, le cosiddette “spese per prestazioni istituzionali”. Al riguardo ci dice solo che “Le spese per attività istituzionali sono rappresentate da uscite per attività divulgative, partecipazione a mostre e convegni. Il maggior importo è connesso alle uscite per la gestione dei servizi erogati (pagamenti guide alpine e servizio biglietteria) nella Riserva Tirone Alto Vesuvio”. La relazione quindi non specifica quale sia l’esatto importo del “maggior importo” connesso al pagamento delle guide alpine né quanto costi al Parco l’affidamento in appalto del servizio di biglietteria. Tuttavia, nelle conclusioni, la Corte raccomanda al Parco “un ancor più proficuo sfruttamento della concessione statale di gestire direttamente i servizi correlati all’utilizzo della Riserva “tirone Alto Vesuvio”, che rappresentano una significativa (ed incrementabile) entrata propria”

Altre considerazioni:

a) manca una descrizione analitica delle voci di spesa “spese per beni di consumo e servizi” pari a 203.400 euro e della voce “spese non classificabili in altre voci” pari a euro 293.760

b) la voce “investimenti per la tutela dell’ambiente” pari a euro 40.037 è ridicola se si considera che Il Parco ha precisi compiti istituzionali anche in materia di prevenzione del dissesto idrogeologico e di risanamento e riqualificazione paesaggistica e ambientale

c) il piano pluriennale economico e sociale è scaduto nel 2009 e da allora non è stato aggiornato

d) del Regolamento del Parco abbiamo già detto e ridetto

e) Il Parco riceve 0 trasferimenti dalla Regione Campania e 0 trasferimenti dai Comuni, che pure ne fanno parte

f) il contributo ordinario del Ministero dell’Ambiente è pari a 1.621.364 euro, poco più della metà delle “entrate derivanti dalla erogazione di servizi connessi alla gestione della Riserva tirone Alto Vesuvio” che costituisce quindi di gran lunga la principale voce di entrata dell’ente Parco

Considerazioni conclusive

La relazione della Corte dei Conti ci rappresenta un ente Parco in evidente difficoltà di gestione. Si riscontra infatti:

una difficoltà a riscuotere crediti;
una difficoltà a pagare i debiti;
una difficoltà a spendere;
una sproporzione evidente tra spesa per interventi di tutela (ai minimi termini), spese per interventi di promozione economica e sociale (non pervenuti) e “altre spese” consistenti ma non meglio specificate;
infine, una evidente incapacità di far fruttare l’unica risorsa finanziaria propria al momento disponibile (Il Gran Cono), i proventi derivanti dalla quale eccedono di pochissimo le spese di gestione.

Ci auguriamo che il prossimo Consiglio Direttivo sappia prendere di petto la situazione, a partire dal rinnovo della convenzione tra guide vulcanologiche ed ente Parco, scaduta il 31 dicembre 2013 e che attualmente sancisce o meglio “patisce” una ripartizione degli introiti tra ente Parco e guide secondo la quale solo un 1/4 del prezzo del biglietto viene incassato dal Parco che con questo 1/4 deve anche pagare il servizio di biglietteria dato in affidamento a terzi.

Giovanni Marino

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