Enrico Caruso, la casa natale a Napoli diventa un museo

Il bastone da passeggio, ritratti, lettere, le celebri caricature, i dischi originali, la sua voce immortale che accoglie i visitatori, da un grammofono d’inizio 900: l’indirizzo destinato a divenire cult è via Santi Giovanni e Paolo 7, primo piano, nel popolare quartiere napoletano dell’Arenaccia. A cento anni esatti dalla morte, la casa natale di Enrico Caruso, il tenorissimo che fu anche la prima icona pop italiana nel mondo, diventa un museo grazie all’iniziativa, tutta privata, di tre appassionati partenopei: Armando Jossa, Raffaele Reale e Gaetano Bonelli. In un anno ricco di celebrazioni a Napoli e non solo, si è avverato un ‘miracolo laico’, come lo definiscono gli artefici dell’impresa, inseguito da tempo e realizzato con l’apporto della famiglia Caruso, dello storico Guido D’Onofrio e di Aldo Mancusi, che ha destinato alla Casa Museo svariati reperti, degli oltre cento in totale esposti, provenienti dall’Enrico Caruso Museum of America di Brooklyn. E naturalmente grazie al commerciante Lello Reale, proprietario dell’appartamento oggi restaurato, 45mq, dove è possibile curiosare tra memorabilia (c’è anche l’elegante biancheria di lino con le iniziali) programmi di sala, locandine, cimeli.
Carlo Postiglione, presidente dell’associazione culturale Megaris, ha donato ventuno pannelli esplicativi, con i testi di Aldo De Gioia. Dopo la giornata di festa per il quartiere, che ha partecipato con entusiasmo, e l’inizio delle visite, i promotori fanno sapere che il progetto di riqualificazione e di restauro andrà avanti per concludersi il 25 febbraio 2023, in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita di Caruso. Prossimi obiettivi: il restauro della facciata e l’apertura di un caffè letterario. Bonelli, direttore del Museo Caruso ricorda un’ impegno durato alcuni lustri e ”il lavoro sinergico, nato dall’amore e dalla dedizione. Anche la sua adorata Napoli, rende il giusto tributo al napoletano più famoso ed acclamato in ogni latitudine” aggiunge.
“In questo quartiere – racconta Raffaele Reale, presidente dell’Associazione Casa Museo Enrico Caruso APS – sono nato ed è qui che svolgo il mio lavoro, sono felice ed orgoglioso, di aver sottratto dall’oblio questi ambienti indissolubilmente legati alla figura di un grande che ha onorato la sua città”.
E Armando Jossa, direttore artistico dice: “da sempre promuovo Enrico Caruso, anche attraverso un premio a lui dedicato, è il sogno di una vita che si realizza”.

 

I commenti sono chiusi, ma trackbacks e i pingback sono aperti.