Due anni di battaglia e un piccolo traguardo: nella Zona Rossa modifica alla Legge 21


Sant’Anastasia – È’ una battaglia che dura da circa 2 anni e mezzo quella tra il sindaco anastasiano Carmine Esposito e la legge Regionale 21/2003 che costituisce la “Zona Rossa Vesuviana”, con tutti i suoi limiti, tra cui quello di costruire nuove abitazioni per tenere sotto controllo l’indice demografico. Una norma che, secondo Esposito, limita fortemente lo sviluppo del territorio. Oggi la sua battaglia è ad un passo avanti: la Giunta Regionale campana ha approvato una modifica dell’articolo 2 della legge 21. Non più “divieto di incremento dell’edificazione a scopo residenziale”, ma “divieto di nuova edificazione a scopo residenziale”. Cioè la possibilità di abbattere una vecchia casa se al suo posto se ne costruisce una nuova, assimilando il Testo Unico n.380 dell’edilizia, che in questo caso prevede un aumento volumetrico del 20%. La norma dovrà passare prima per le Commissioni Regionali e successivamente per il Consiglio prima di diventare legge. La giunta Esposito prevede che diventerà realtà nel giugno prossimo. Non c’è traccia però delle altre proposte che il sindaco ha esposto in questi anni, tra cui quella che vieterebbe la possibilità di cambi di residenza verso i Comuni della Zona Rossa. In cosa consiste la vostra proposta? Si articola in 3 punti: fermare l’aumento demografico, far rispettare i vincoli idrogeologici e di sicurezza antisismica e ottenere
finalmente l’approvazione del Piano Strategico Operativo. Se stabiliamo che non devono aumentare gli abitanti la dimensione delle case non cambia nulla, quindi chiediamo di poter ampliare gli edifici già esistenti del 20%, come è già possibile in qualsiasi altro Comune d’Italia, e di poter effettuare l’abbattimento e la ricostruzione di un edificio. Una casa antica di un vano e mezzo va abbattuta e ricostruita, perché non rispetta le norme antisismiche. Questa operazione ha un costo che è giusto venga ripagato con un piccolo aumento della cubatura. Inoltre noi vogliamo che queste stesse case vengano abbattute e ricostruite verso valle, all’interno del nostro stesso Comune, cioè verso Pomigliano, dove si costruisce senza alcun problema e a separarci c’è solo un marciapiede. Allargando le case però non aumenta di conseguenza anche il numero di abitanti? No, perché una famiglia non aumenta di numero se aggiunge una stanza alla propria abitazione. La legge 21 ha tante assurdità: ad oggi non esiste nessun vincolo che proibisce che una casa di 135 metri
quadrati sia trasformata in tre case da 45 mq, che è il minimo consentito per un’abitazione. Quindi 3 famiglie invece di una. Un problema che non è mai stato governato, infatti i frazionamenti nell’area Vesuviana si fanno. L’ideologia porta a dire che queste famiglie devono vivere in case non rispettose delle norme sanitarie e anti sismiche. Nella nostra proposta c’è anche una norma che vieta i passaggi di residenza verso i Comuni in Zona Rossa, che attualmente sono possibili. Perché l’approvazione del Pso è tanto importante? Nel Piano Strategico Operativo sono contenuti i finanziamenti Regionali ed Europei dedicati all’adeguamento delle infrastrutture in tema di sicurezza, cioè le strade che dovrebbero servire da vie di fuga in caso di evacuazione. Tra le sue pagine si parla anche di attività economiche di compensazione che dovevano sostituire le “attività abitative” cioè, tra i tanti aspetti, la riqualificazione del sito turistico di Madonna dell’Arco e del Parco Naturalistico del Vesuvio. Ad oggi sono passati 9 anni dalla messa in vigore della legge 21, ma il Pso, che andava approvato entro 6 mesi, si è arenato. Non ci sono troppe istituzioni che interagiscono su questa problema? A mio avviso ci sono troppi attori vuoti, cioè i governanti di Regione, Provincia e anche il Governo. Tutti hanno omesso di fare il loro dovere. Noi, come amministratori municipali dobbiamo assumerci la responsabilità penale di eventuali crolli, mentre chi non ha mai approvato il Pso non ha alcuna sanzione. Una volta operativo è previsto che i Comuni che non si adeguano entro 24 mesi vengono commissariati. Ora chi paga in Regione per il fatto che sono 9 anni che aspettiamo la sua approvazione? Devono finalmente iniziare le operazioni di messa in sicurezza del territorio. Inoltre è fondamentale combattere l’abusivismo edilizio: in questi giorni approveremo un piano di sorveglianza aerea su tutto il nostro territorio, in modo da fermare l’abuso prima che venga edificato.
Daniele De Somma
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